lunedì 19 dicembre 2016

Natale 1968 - Apollo 8

Apollo 8 per la prima volta l'uomo orbita intorno alla Luna e vede sorgere la Terra sull'orizzonte lunare.  Ricostruzione video a cura della NASA.



giovedì 8 dicembre 2016

John Glenn è morto, fu il primo americano in orbita terrestre.

Il primo americano ad entrare in orbita il 20 febbraio 1962 è deceduto. John Glenn era l'ultimo sopravvissuto dei leggendari "seven" i primi sette astronauti selezionati dalla NASA. 
Ho avuto il raro privilegio di incontrarlo a Washington nel luglio del 2009 alla John Glenn lecture in occasione del 40° anniversario di Apollo 11.
Una figura leggendaria che merita di essere ricordato come fra i pionieri dell'astronautica e uomo assolutamente corretto e stimato da tutti.  Uomini come Glenn ne nascono veramente pochi. Buon viaggio caro John!


Washinghton (USA 20 luglio 2009, da sinistra: Buzz Aldrin, Neil Armstrong, Michael Collins e John Glenn



NASA release


NASA Remembers American Legend John Glenn


The following is a statement from NASA Administrator Charles Bolden on the passing of Sen. John Glenn:"Today, the first American to orbit the Earth, NASA astronaut and Ohio Senator John Glenn, passed away. We mourn this tremendous loss for our nation and the world. As one of NASA's original Mercury 7 astronauts, Glenn's riveting flight aboard Friendship 7 on Feb. 20, 1962, united our nation, launched America to the forefront of the space race, and secured for him a unique place in the annals of history. "While that first orbit was the experience of a lifetime, Glenn, who also had flown combat missions in both World War II and the Korean War as a Marine aviator, continued to serve his country as a four-term Senator from Ohio, as a trusted statesman, and an educator. In 1998, at the age of 77, he became the oldest human to venture into space as a crew member on the Discovery space shuttle -- once again advancing our understanding of living and working in space. 
"He earned many honors for both his military and public service achievements. In 2012, President Obama awarded him the Presidential Medal of Freedom, the highest civilian honor the country can bestow, and he also received the Congressional Gold Medal.
"Glenn's extraordinary courage, intellect, patriotism and humanity were the hallmarks of a life of greatness. His missions have helped make possible everything our space program has since achieved and the human missions to an asteroid and Mars that we are striving toward now.
"With all his accomplishments, he was always focused on the young people of today, who would soon lead the world. 'The most important thing we can do is inspire young minds and advance the kind of science, math and technology education that will help youngsters take us to the next phase of space travel,' he said. 'To me, there is no greater calling … If I can inspire young people to dedicate themselves to the good of mankind, I've accomplished something.'
"Senator Glenn's legacy is one of risk and accomplishment, of history created and duty to country carried out under great pressure with the whole world watching. The entire NASA Family will be forever grateful for his outstanding service, commitment and friendship. Personally, I shall miss him greatly. As a fellow Marine and aviator, he was a mentor, role model and, most importantly, a dear friend. My prayers go out to his lovely and devoted wife, Annie, and the entire Glenn family at this time of their great loss."
For more information about Glenn's NASA career, and his agency biography, see here.

lunedì 5 dicembre 2016

APOLLO PILOT: libro postumo di Donn Eisele Apollo 7 cmp


Un nuovo libro di memorie arricchisce la Storia del Programma Apollo che non finisce di essere esplorato.

Le memorie di Eisele - scritte su fogli dattiloscritti - sono state conservate per molti anni dalla moglie Susie Eisele Black e messe a disposizione dell'autore americano e Curatore dl Museo dello Spazio di San Diego (California), Francis French, per essere revisionate e pubblicate con il titolo: Apollo Pilot. 

Donn Eisele è stato membro dell'equipaggio di Apollo 7 con il comandante Walter "Wally" Schirra e il pilota del modulo lunare Walter Cunningham. Apollo 7, fu la prima vera missione del programma Apollo.

Ufficiale dell'Air Force, pilota collaudatore prima e uomo d'affari poi, Donn Eisele, 57, è morto il 2 dicembre del 1987, senza avere il tempo di completare e pubblicare il libro.

Credit: NASA/University of Nebraska 

Dopo i libri di Schirra e Cunningham, adesso siamo in grado di "ascoltare" la terza ed ultima voce, quella di Donn.
L'astronauta,  scomparso prematuramente, nei suoi scritti ricorda le cose in modo diverso da Walt (Cunningham) e Wally (Schirra). Il suo stile è molto crudo, fresco e personale, forse perché scritto subito dopo la sua uscita dal programma spaziale. (1973)
Il manoscritto si è presentato subito come incompleto; qualcosa che Eisele aveva iniziato, ma mai finito e come tale, il libro può essere considerato solo la  fotografia di una parte della sua vita. 
Ci sono state molte domande a cui rispondere prima di decidere di pubblicarlo: Eisele avrebbe finito il libro se non fosse morto per un attacco cardiaco? Aveva veramente intenzione di pubblicarlo? 



Apollo 7  Donn Eisele (a sinistra), Wally Schirra (al centro) e Walt Cunningham, (Credit:NASA)


French: "Leggendo quelle pagine, quello che mi ha colpito di più è stata la rabbia che Donn aveva verso alcuni aspetti della sua carriera alla NASA, e come i suoi colleghi sono morti nel rogo di Apollo 1 nonostante avessero più volte protestato per i numerosi difetti di tutto il sistema. Ho fatto del mio meglio per modificare molto delicatamente la narrazione. Ho cercato di mantenere tutte le sue parole e intatto il suo intento.”

Nel libro Eisele scrive principalmente della sua unica missione a bordo dell'Apollo 7, il primo volo del veicolo spaziale a tre posti. Eisele condivide alcune esperienze con il lettore: quella di mangiare nello spazio, andare in bagno e il funzionamento degli strumenti per cui era stato addestrato.
Descrive anche la natura del suo rapporto con i suoi compagni, così come offre alcuni scorci nel suo personaggio, raccontando, per esempio, il suo orgoglio nel catturare una foto dell'occhio di un tifone, mentre Walter Schirra e Walter Cunningham dormivano.

Una nuova finestra nell'infinita bibliografia del programma lunare, il profilo di uno dei 32 uomini che lavorarono per raggiungere il nostro Satellite naturale.
Un libro da non perdere.





Apollo 7 Astronauta Walter Cunningham con una copia del libro.