mercoledì 27 luglio 2016

Col. Alfred Worden - CMP Apollo 15

NEWS! 




Alfred Merril Worden  (Jackson, 7 febbraio 1932) 



Studi

Ha frequentato la Sibble, Friswold, Bloomfield e East Jackson e completato la sua educazione secondaria alla Jackson High School; ha conseguito una laurea in scienze militari all’Accademia Militare degli Stati Uniti a West Point, New York, nel 1955 e un master in scienze in ingegneria aerospaziale e in ingegneria strumentazionale all’Università del Michigan nel 1963. Ha ricevuto inoltre un dottorato onorario in ingegneria astronautica nel 1971 dall’Università del Michigan.


Esperienza

Worden si è diplomato all’Accademia Militare degli Stati Uniti nel giugno 1955 e, dopo essersi arruolato nella Air Force, ricevette un addestramento di volo alla Base aerea di Moore in Texas.


Prima del suo arrivo al Johnson Space Center, è stato istruttore alla scuola per piloti aerospaziali, alla quale si era diplomato nel settembre 1965. Si è diplomato nel febbraio 1965 anche alla Empire Test Pilot School a Farnborough, Inghilterra. Frequentò la Radolph Air Force Base Instrument Pilots Instructor School nel 1963 è stato pilota e ufficiale degli armamenti dal marzo 1957 al maggio 1961 con la 95a Fighter Interceptor Squadron alla Base Air Force Andrews nel Maryland.
Ha registrato più di 4000 ore di volo, delle quali 2500 in jet.

NASA

Worden è uno dei 19 astronauti scelti dalla NASA nell’aprile 1966. Fu scelto come membro dell’equipaggio di supporto della missione Apollo 9 e come pilota del modulo di comando di riserva della missione Apollo 12.

Designato pilota del modulo di comando per l’Apollo 15, dal 26 luglio al 7 agosto 1971. I suoi compagni di volo furono il Comandante David Scott, e James B. Irwin, Pilota del modulo lunare. Apollo 15 fu la quarta missione con equipaggio ad allunare e la prima ad esplorare la Valle di di Hadley e i Monti Appennini che sono situati sul bordo sud-est del Mare Imbrium.

LA MISSIONE

Worden è stato inserito nel Guinness dei primati come "l'essere umano più isolato della storia" durante la missione Apollo 15 all'interno del Modulo di Comando Endeavour in orbita intorno alla luna. 


Detiene anche il record per l'Extravehicular Activity (EVA) -  più comunemente nota come una passeggiata spaziale più lontana, nello spazio profondo, che un astronauta ha mai fatto. Ha trascorso 38 minuti a lavorare nel vuoto dello spazio, ottenendo una visione perfetta sia il del suo pianeta natale che della Luna, allo stesso tempo. Worden ha passato in totale, 295 ore e 11 minuti nello spazio. Ha scritto tre libri: l'ultimo è la sua autobiografia,  Falling to Earth.
L'EVA compiuta da Al Worden fu rapida e molto professionale. Solo mentre estraeva la prima delle pellicole, si voltò verso Irwin (che lo attendeva nel portello) commentò: “Jim, è fantastico vederti con la Luna come sfondo. Una cosa assolutamente incredibile e sorprendente”. Peccato non ci siano foto di questo momento, solo un disegno del 1972 pubblicato dal National Geographic (nell’articolo “Apollo 15 Explores the Mountains of the Moon”, vol. 141, nr. 2 Febbraio 1972).






Durante i suoi tre giorni di attività da solo in orbita lunare, Worden e la SIMbay avevano ottenuto una quantità enorme di attività scientifica e, nonostante qualche problema con un sensore della macchina fotografica panoramica, il suo lavoro è stato eccezionale. Non era semplicemente un operatore; la sua formazione lo ha reso parte integrante nel processo ed è stato considerato come un co-investigatore in molti dei campi di ricerca. 
In effetti, diversi articoli di riviste scientifiche, pubblicate dopo la missione, includono il nome di A.M. Worden nella lista degli autori.

Worden: "Ora so perché sono qui. Non per dare uno sguardo più da vicino alla Luna, ma per guardare indietro verso casa nostra, la Terra."


 Col. Afred Worden e Luigi Pizzimenti




"Luigi is a very dedicated and outspoken advocate of manned space flight. He is technically proficient and has the ability to describe the history of space flight. 
Luigi is not only a good friend, but he is a great supporter of the Astronaut Scholarship Foundation to help fund those who could make a difference in the future."  Col. Alfred Worden











Credit: 29studios.com

Credit: Kennedy Space Center



Alfred Worden durante la sua Eva nello spazio profondo, quasi 45 anni fa.

giovedì 21 luglio 2016

Apollo 11 - Modulo di Comando "Columbia" in 3D

Conservato presso lo Smithsonian National Air & Space Museum di Washington DC, quarantasette anni dopo lo storico volo di Apollo 11, il Modulo di Comando Columbia ha svelato i suoi interni.








Pochissimi hanno visto in dettaglio l'interno del modulo di comando di Apollo 11; hanno studiato attentamente la sua vasta gamma di interruttori, pulsanti, e manopole; o sbirciato gli angoli che solo gli astronauti Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins hanno conosciuto e vissuto a fondo.

Fino ad ora. 

Oggi una collaborazione con l'Ufficio dei programmi digitali dello Smithsonian (DPO), tutti noi abbiamo accesso alla visione dettagliata della parte interna ed esterna del modulo di comando Columbia. Utilizzando la scansione 3D e la fotogrammetria, DPO ha catturato  immagini ad alta definizione.

Un altro tassello nell'infinita storia del "Sogno più grande dell'uomo".



Per l'occasione l'abito acrilico che proteggeva il prezioso cimelio è stato smontato e per la prima volta dopo tanti anni vediamo Columbia senza veli. 







A sx, l'autore con la capsula nel 2008.


mercoledì 20 luglio 2016

Jeff Bezos e Blue Origin


Nel più recente volo, la società di Jeff Bezos, Blue Origin, ha eseguito un test per dimostrare che l'equipaggio della capsula potrebbe atterrare in sicurezza solo con due dei tre paracadute aperti. 
Su un volo nominale con tutti e tre i paracadute aperti, la capsula scende a circa 25 km/h prima di attivare un retrorazzo a circa 1 mt. dal suolo. Questo retrorazzo crea una grande nuvola di polvere che si vede poco prima che la capsula atterri e rallenta la capsula fino a 5 km/h prima che tocchi il suolo. 
La velocità viene assorbita da un paraurti anulare comprimibile in materiale alveolare di alluminio, montato sul fondo della capsula. L'anello è realizzato in otto segmenti.

In questa ultima missione, hanno volutamente fatto aprire solo 2 paracadute, la capsula è scesa a circa 35 km/h.  La prima immagine mostra il paraurti montato sotto il veicolo dopo il volo. La seconda immagine mostra una vista laterale degli otto segmenti rimossi dal veicolo.

Blue Origin ha progettato la capsula per garantire la sicurezza degli astronauti non solo per il guasto di uno paracadute, ma anche per un fallimento di due paracadute. Oltre al sistema di retrorazzi e l'anello comprimibile, vi è un meccanismo di assorbimento dell'energia residua montata sotto ogni sedile.


                           I paraurti rimossi dopo il volo per l'ispezione.

domenica 17 luglio 2016

Apollo 11 – 47 anni dopo

Siamo giunti al 47° anniversario della missione Apollo 11, ma l'emozione non si è ancora sopita.  Ad oggi resta il viaggio più importante mai intrapreso dall'uomo, solo un viaggio verso Marte potrà eguagliarlo o superarlo.

L'uomo ha dimostrato che come specie è disposto a completare il suo processo evolutivo anche in ambienti completamente diversi da quelli in cui cui si è evoluto. A mio personalissimo parere, il l 20 luglio del 1969, la curva dell’evoluzione umana ha preso una nuova direzione.

Spesso riguardo filmati, documenti, interviste e fotografie... In particolare quelle scattate con i protagonisti dell'epico viaggio.

Neil Armstrong ci ha lasciati nel 2012, Michael Collins dopo la perdita della moglie Pat, si è ritirato (ad eccezione di rari eventi) ed oggi viene considerato un vero eremita, l'unico che appare spesso in pubblico è Buzz Aldrin, pilota del modulo lunare, secondo uomo a camminare sulla luna e convinto sostenitore del viaggio verso Marte.
Tre uomini completamente diversi, ma accomunati dal più grande viaggio che uomo abbia mai intrapreso: quello alla volta di un'altro corpo celeste.

Neil Armstrong, primo uomo a camminare sul nostro satellite naturale, l'ho incontrato in diverse occasioni, la prima nel 2009.

Di lui si è detto tutto, ma a volte ho sentito dire che era introverso, scontroso, poco socievole, posso smentire chi pensa che fosse un uomo incapace di relazionarsi con la gente, tutt'altro! Era ironico, simpatico, capace di catturare il pubblico, un fine oratore, stimato e amato da tutti i colleghi.

Lasciata la NASA ha insegnato per il resto della sua vita. Un riferimento per i suoi colleghi e per tutta la NASA. Un uomo non comune. L'uomo giusto da inviare a nome di tutta l'umanità.

Mi manca l'emozione che provavo quando gli stringevo la mano o quando mi sorrideva cercando di comprendere le mie parole in un inglese sgrammaticato... Sempre attento al suo interlocutore.

Conoscerlo personalmente è stato per molti anni la mia ossessione, parlare o scrivere di lui senza averlo conosciuto non avrebbe avuto senso. 

Un giorno mi disse: "La luna? Un luogo unico, te lo consiglio!".
Questo era Neil Armstrong.

Ricordarlo mi emoziona sempre, non solo per quello che ha rappresentato per la mia vita spesa a raccontare la loro impresa. Alle conferenze spesso mi chiedono: Perché racconti sempre la loro storia?

Per le nuove generazioni e perché nessuno dimentichi!"


Luigi Pizzimenti

Con Neil Armstrong (Cape Canaveral 2011)




Smithsonian Museum Washinghton (John Glenn lecture 2009, 40th Apollo 11)



Con Buzz Aldrin (Londra 2007)